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L’oggetto si fa arte e valorizza l’ambiente

Aggiungere valore, completare, decorare, dare un tocco personale. È questo il ruolo multisfaccettato dei complementi d’arredo, categoria ampia che riunisce prodotti diversi tra loro – dall’oggettistica ai tappeti, fino a elementi d’arredo come gli specchi, i cuscini – e alla quale il Salone del Mobile continua a dedicare un contenitore ad hoc. Il Salone internazionale del complemento d’arredo, che quest’anno conta 200 espositori, è stato creato nel 1989 – l’anno prossimo festeggerà 30 anni – come risposta all’esigenza del pubblico di uno spazio nel quale trovare decorazioni per ambienti, ma anche oggettistica.

Il valore aggiunto di questi prodotti è, appunto, quello di rappresentare un qualcosa in più, senza costituire un vincolo di per sé, andando spesso, grazie alle dimensioni ridotte, oltre i limiti imposti dagli spazi. L’oggettopuò essere inserito in ambienti diversi in termini di stile, colori, metrature. Può perfino spostarsi nell’ambito della stessa casa, seguendo le trasformazioni che, inevitabilmente, il tempo porta con sé. La sua forza sta, di fatto, nel rispecchiare la personalità di chi lo acquista e nella capacità di trasferirla nell’ambiente in cui viene inserito.

Il complemento è spesso una piccola opera d’arte in termini di progettazione e manifattura:concentra idea innovativa e raffinatezza d’esecuzione, spiccando per qualità dei materiali e ricercatezza. Ne sono un esempio le collezioni che Richard Ginori presenta in occasione della design week 2018: l’ azienda, fondata nel 1735, ha lavorato sul tema degli animali per la linea Totem, oggetti in porcellana personalizzabili con dedica, decorati da una fauna ad alto valore simbolico, d’ispirazione settecentesca. Magnifico, l’altra collezione firmata Ginori, è invece impreziosita da melograni e papiri – entrambi emblemi di prosperità – in oro e platino. In occasione della settimana del design, l’azienda fiorentina presenta anche una riedizione del Trionfo da tavola per le ambasciate d’Italia, centrotavola progettato da Gio Ponti.

Sono frutto di un’approfondita ricerca artistica anche le ceramiche Historical Promiscuities che Adam Nathaniel Furman, giovane designer britannico, ha creato in collaborazione con Bitossi. Il progetto, con la curatela di Luca Molinari, è esposto nello studio Vudafieri-Saverino Partners di Milano per tutta la settimana del Salone e interpreta il dialogo tra passato e futuro, tradizione e tecnologia. L’azienda di ceramica è presente anche a Rho-Fiera con le collezioni decor, tavola, posate.

Il complemento d’arredo rappresenta uno stimolo interessante anche per i designer più navigati: ne è un esempio la collaborazione dei fratelli Campana con Ghidini 1961: i designer brasiliani hanno progettato Tornado, un vaso realizzato in ottone che esprime tutta la potenza del fenomeno naturale in una forma sfuggente e allo stesso tempo armonica.

La riflessione artistica spesso si traduce in forme inedite che nascono dall’evoluzione di oggetti tradizionali. È il caso di Variations of time, progetto che Nendo presenta in questi giorni a Milano: nell’epoca della velocità – accelerata dallo sviluppo tecnologico – e degli smartwatch, il designer giapponese ha lavorato sul concetto di tempo e dato vita a una serie di clessidre decorative, realizzate in un materiale acrilico trasparente e riempite di sabbia.

L’oggetto può essere anche il frutto di una riflessione sul materiale, come nel caso di Relics, progetto sviluppato nell’ambito di Made , programma di design dell’Accademia di Belle Arti Rosario Gagliardi di Siracusa: agli studenti è stato chiesto di lavorare con il cemento, producendo una serie di oggetti cheverranno messi in produzione in edizione limitata da Forma&Cemento.

Il complemento d’arredo non deve avere, dunque, esclusivamente una funzione decorativa: Karim Rashid, per esempio, ha firmato con Vesta una collezione di lampade-complementid’arredo dalla forma cubica, realizzati in acrilico inciso al laser e alimentati a Led. L’idea di base di Solid, questo il nome della linea, è quella di un oggetto che illumini e arredi allo stesso tempo, creando effetti scenografici.

Un capitolo a parte, nel complesso e variegato universo dei complementi d’arredo, è quello dei tappeti: a loro spetta il ruolo di esaltare la bellezza de i mobili, sempre con personalità, e di riempire gli spazi. Tra le proposte presentate a Milano in questi giorni, spiccano la collezione dello studio parigino Ggsv – Gaëlle Gabillet e Stéphane Villard – realizzata per Gufram e ispirata ai dance floor anni Settanta e Sottosopra, tappeto realizzato da Fabio Novembre per Illulian, prodotto in serie limitata, che offre una visione ribaltata su un’architettura.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-04-16/l-oggetto-si-fa-arte-e-valorizza-l-ambiente-172351.shtml